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21

giu

2010

la chiave della calma interiore

La meditazione è una forma di rilassamento, una sorta di tecnica mentale che utilizza la mente per rilassare i muscoli. La meditazione utilizza una sola parola, o mantra, che non possiede alcun senso o significato particolare. In realtà, il mantra è destinato ad essere un semplice promemoria per mantenere la mente libera e chiara, ma concentrata e attenta. Il mantra può essere paragonato a quello che in Pnl (Programmazione neuro-linguistica) viene chiamato ancoraggio. L'ancoraggio è un qualsiasi stimolo (visivo, auditivo o cinestesico) che innesca una particolare stato d'animo. Il mantra potrebbe essere definito un ancoraggio auditivo. L'ancoraggio nasce dagli esperimenti dello scienziato russo Ivan Pavlov con dei cani. Pavlov ogni volta che dava da mangiare ai cani faceva suonare un campanello. Con il tempo i cani impararono ad associare il suono del campanello. Un giorno Pavlov fece suonare il campanello senza portare il cibo e notò che i cani davano la stessa risposta emotiva, cioè salivavano ugualmente. Partendo da questo famosissimo esperimento, è stata sviluppata e perfezionata la tecnica dell’ancoraggio, che costituisce per gli atleti un formidabile sistema per accedere in ogni momento alle proprie migliori risorse interne.  Di seguito proponiamo un esercizio per migliorare la calma interiore con l’ancoraggio:

 

  • Richiamate alla mente una specifica occasione nella vostra vita in cui vi siete sentiti calmi interiormente;
  • Con l’immaginazione ritornate a quella situazione in stato associato e siate consapevoli di ciò che potete vedere, udire, sentire, odorare. Siate totalmente in contatto con i vostri sensi;
  • Mentre la sensazione di calma interiore sta aumentando verso il suo punto massimo, attivate tutte e 3 le ancore: vedete la vostra immagine, dite la vostra parola o frase, eseguite il vostro gesto o tocco;
  • Ripetete i passi precedenti 5 o 6 volte;
  • Testate l’ancora;
  • Usate le vostre ancore prima e/o durante l’evento sportivo vero e proprio.

 

Lo scopo della meditazione è quello di renderti passivamente rilassato, ma allo stesso tempo focalizzato e concentrato. La filosofia che sta dietro la meditazione è quella di acquietare la mente, di ridurre la stimolazione esterna e permettere al corpo di entrare in sincronia con un'attenzione rilassata. Quando le persone meditano, lasciano fuori il mondo esterno e consentono a un solo pensiero o un oggetto di inserirsi nelle loro menti, eliminando qualsiasi stimolo esterno che possa interferire con la loro tranquillità. Allo stesso modo quando gli atleti meditano prestano attenzione a un singolo aspetto del loro sport e contemporaneamente consentono a un atteggiamento passivo di prendere forma. La sensazione è quella di lasciarsi andare. Se mentre si è in questo stato di coscienza alterato si ripete una frase del tipo "è facile" o "mi sento bene" si può aiutare la mente a raggiungere uno stato di calma interiore, lasciando che tutti gli altri pensieri che passano per la mente possano distrarci. I maratoneti, per esempio, spesso si ripetono una frase o una parola prima della corsa per aiutare la loro mente a rilassarsi e durante la gara per trovare la concentrazione e ignorare le distrazioni. La meditazione è stato usata per secoli dai praticanti nelle culture orientali. Le tecniche di meditazione sono state scientificamente testate e si è dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, la loro capacità di calmare il sistema nervoso centrale. Per anni, i ricercatori hanno misurato l'attività delle onde cerebrali nelle diverse fasi della meditazione. Le prove eseguite con l'elettroencefalogramma (EEG) hanno documentato che quando la calma meditativa viene raggiunta, l'attività cerebrale si sposta dalle onde beta (il nostro normale modo di funzionare giornaliero) alle onde alfa (un più rilassato e rallentato movimento delle onde cerebrali). Per le persone che hanno già raggiunto un alto grado di rilassamento, un cambiamento delle onde cerebrali può avvenire da alfa a theta, in fase avanzata con la mente quasi del tutto inattiva. E le persone con livelli estremi di competenza nella meditazione possono arrivare fino alla fase di trance detta "delta". Questi due stadi sono realizzati soprattutto da coloro che hanno studiato e praticato la meditazione per molti anni, come gli yogi orientali. Una delle cose più versatili della meditazione è che si può fare ovunque, in qualsiasi momento. Ciò significa che è possibile praticare la meditazione anche pochi istanti prima di una competizione atletica. Molti atleti scelgono di meditare mentre sono su un autobus o in aereo o in viaggio verso il luogo dove dovranno gareggiare. Questo li aiuta a mantenere la calma e ad essere più riposati e gli permette di prepararsi per le loro gare in un ambiente rilassato.

 

Metodo di meditazione per atleti, della scuola SCTraining:

 

Sedetevi in un luogo tranquillo. Il meditante dovrebbe eliminare ogni costrizione del corpo quali cinture, anelli, bracciali e vestiti troppo aderenti e servirsi di un cuscino soffice e spesso su cui appoggiare le natiche, senza sprofondare o perdere stabilità. Le gambe possono essere disposte principalmente in tre maniere:

 

1) posizione yoga indiana del loto corrispondente nel mettere la gamba sinistra sulla destra e poi la destra sulla sinistra assicurando così una posizione eretta e stabile per la base triangolare data dalle ginocchia e dalle natiche che poggiano al suolo. Questa posizione ha il grande vantaggio di provocare una specie di corto circuito energetico, avvicinando le membra al basso addome, raccogliendo, ridistribuendo e riequilibrando le sottili correnti vitali. Tuttavia risulta difficile a molti occidentali;

 

2) posizione del mezzo loto corrispondente nel portare solo la gamba sinistra sulla destra o viceversa e presenta un difetto: la spina dorsale si piega dalla parte del lato opposto alla gamba prescelta;

 

3) posizione del loto rovesciato che consiste nel lasciare le gambe incrociate con entrambi i piedi a terra; di solito si preferisce semplicemente accostare il piede sinistro alla gamba destra piegata per ridurre al minimo la pressione sui vasi sanguigni e sui canali psichici che spesso predispone agli intorpidimenti articolari, così tipici nei principianti senza allenamento. In quest'altro la spina dorsale tende semplicemente a piegarsi in avanti o indietro.

 

Qualunque sia la posizione adottata è utile ai fini dell'efficacia meditativa visualizzare una piccola sfera di luce bianca nello spazio tra gli occhi, al centro del cervello, in corrispondenza del bulbo rachidiano. Si può cominciare mantenendo la concentrazione sulla piccola sfera di luce bianca per cinque minuti al giorno per quattro o cinque settimana. Quando si riesce a mantenere l'attenzione sulla sfera di luce bianca per cinque minuti al giorno senza distrazioni si può progressivamente aumentare la durate dell'esercizio fino ad arrivare a trenta minuti. Quando si è raggiunto questo risultato si può sostituire alla piccola sfera luminosa un gesto atletico che si vuole memorizzare in base al proprio sport, uno schema di gioco, un colpo particolare, ecc.

 

Augurandomi il tuo successo nello sport,

 

 

Salvatore Coddetta - sport & mental coach

Formatore & Master Trainer di SCTraining

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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