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21

ago

2009

Elementi dell’allenamento mentale nello sport

La mente controlla il corpo e gli dice quello che deve fare. La componente mentale del nostro metodo comporta come si pensa alla partita mentre si scende in campo, quello che dici a te stesso durante la partita, e ciò su cui si sceglie di concentrarsi durante la partita. Ulteriori esempi della parte mentale del nostro metodo hanno a che fare con come giudicherai la tua prestazione, la strategia che sceglierai di adottare durante la gara e i colpi che selezionerai, come si sceglie di reagire alle sconfitte quando si perde, come mantenere il miglior livello di intensità, e su cosa tu e il tuo allenatore sceglierete di concentrarsi dopo la partita. Altre componenti della parte mentale del nostro metodo, qualunque sia lo sport da te praticato, è ciò che si può fare o dire e pensare per creare il minimo di pressione su di sé in modo da poter eseguire al meglio la propria prestazione. Qui di seguito troverai alcuni esempi dei diversi modi di approcciare mentalmente a uno sport:

 

Non ci sono sbagli. Come molti di voi sanno la cattiva gestione delle emozioni durante la gara fa sbagliare molti colpi. Che fate per gestire le emozioni durante la partita? Troppi giocatori emettono un giudizio di valori sui loro colpi, soprattutto su quelli sbagliati. Dallo loro reazione si capisce che pensano che è la fine del mondo quando sbagliano un colpo, un tiro, ecc. l’emozione che è attaccata ai colpi sbagliati rafforza il mantenere la concentrazione sull’errore oltre il tempo necessario. Se ci si concentra sui colpi sbagliati piuttosto che su quelli indovinati si rafforza il pensiero negativo piuttosto che quello positivo. La vostra mente ricreerà i colpi sbagliati e voi proverete le emozioni che ci sono attaccate per tutta la durata della gara o partita. È importante che tu ricordi a te stesso che non ci sono sbagli, altrimenti perderai. La prossima volta che fai un errore durante la gara, la prossima volta che sbagli un colpo, prova a dire a te stesso: “Non c’è problema, mi rifarò la prossima volta”. La volta successiva se indovinerai una giocata o un colpo questo ti porterà a dire a te stesso: “Bravo, gran colpo (oppure bella giocata), andiamo a vincere!”

 

Non regalare punti. Quanti di voi regalano punti ai loro avversari? La maggior parte dei giocatori, ovviamente, non ammettono di farlo! Ma a mio avviso dovrebbero ammettere di farlo. Spesso si regalano punti dopo aver sbagliato un colpo o una giocata facile. Forse stai giocando una buona partita, sbagli una giocata e cominci a darti addosso, a giudicarti, in quel momento devi dire a te stesso che non esistono colpi facili. Avrai notato che dopo aver perso quello che sembrava un semplice colpo o una facile giocata, sbagli anche i successi due o tre colpi o le successive due o tre giocate. Ora prova a sperimentare questa strategie nelle tue prossime gare o con i tuoi prossimi avversari. Ora, ogni volta che sbagliate un colpo in una partita, cercate di indovinarlo alla prossima occasione, o almeno cercate di fare in modo che il vostro avversario non guadagni la palla, la battuta o il punto successivo. Questo cambiamento di focalizzazione vi porterà a concentrarvi sulla prossima occasione. Prendila come una sfida. Potrai notare la differenza nella prossima azione di gioco o nella prossima partita. Dovete sforzarvi consapevolmente per non mettere emozioni negative tra voi e la vostra prestazione. Ricorda, quello che succederà nella tua testa dopo che avrai sbagliato un colpo può farti guadagnare il prossimo punto, la prossima giocata oppure può regalarli al tuo avversario.

 

Antidoti. La maggior parte degli atleti o dei giocatori pensano solo al loro gioco e se quello che stanno facendo è giusto o sbagliato. Quando questo accade si privano di una importante opportunità: concentrarsi su cosa possono fare per far sbagliare l’avversario. così, invece di concentrarsi solo sul proprio gioco, occorre porsi le seguenti domande sul proprio avversario: a quali tipi di colpi nono riesce/riescono a rispondere? Quali giocate lo/li mettono in crisi?  Quali sono i suoi/loro punti deboli? Che cosa posso fare per mettere in crisi il suo/loro gioco o spezzare il suo ritmo?

 

Eliminare la rabbia. La rabbia non ti aiuta a vincere. La rabbia interrompe la concentrazione e toglie l’energia necessaria per svolgere al meglio la tua prestazione. Reagire ad emozioni come la rabbia può diventare un abitudine. Le abitudini possono essere modificate con la consapevolezza e la pratica. Invece di arrabbiarvi, fermatevi e dite a voi stessi: “Avanti, e solo un punto (una giocata, un goal, un canestro, etc.), mi rifarò la prossima volta”. Create situazioni che vi aiutino a mantenere la calma. Restare calmi e concentrati assicura un modo più semplice per vincere.

 

Dialogo interno. I giocatori e gli atleti in genere spesso dicono a se stessi cose più distruttive di quante gliene possano dire i tifosi che li contestano o i giudici o gli arbitri di gara. Sembra che ci sia un dialogo negativo costante in corso, in particolare dopo il giocatore sbaglia quello che lui percepisce come un colpo semplice o una giocata facile. E’ facile riconoscere un atleta che ricade in questo comportamento limitante. Li riconosci perché sono quei giocatori che si dicono (a voce alta, la maggior parte del tempo): “Non posso credere che ho sbagliato questo tiro/colpo/giocata. Era così facile”. In realtà questo è soltanto un modo per mascherare la loro mancanza di fiducia in se stessi. La prossima volta il tuo avversario comincia a parlare a se stesso in questo modo, ti sta comunicando che non ha fiducia nelle sue capacità. Non fate la stessa cosa, n on date al vostro avversario la possibilità di leggere e approfittare delle vostre emozioni. La prossima volta che sbagliate qualcosa non pensate di aver sbagliato, incoraggiate voi stessi dicendo che non era una grande opportunità. Agli avversari non piace vedere un giocatore che li guarda fiducioso e sicuro di sé per l’intera partita, per tutta la gara. Li innervosisce, è fonte di preoccupazione per loro. Prova questo approccio e sarai stupito dai risultati.

 

Seleziona i colpi/tiri/giocate. Molti giocatori non credono che l’abilità mentale di selezionare e scegliere le giocate da attuare o i tiri da effettuare, i pugni da sferrare, etc. (in base allo sport che praticate) possa essere praticata. Dal momento che la mente dice al corpo dove colpire l’avversario, quale tiro effettuare, quale giocata attuare, è fondamentale per un giocatore controllare e testare questi colpi/tiri/giocate prima della partita o della gara. Il giocatore può scegliere un colpo piuttosto che un altro e tuttavia il suo corpo può non eseguire correttamente il colpo selezionato. Per esempio, quando un giocatore di tennis decide di colpire la pallina con un rovescio e non gli riesce oppure quando un giocatore di calcio decide di fare un pallonetto piuttosto che un tiro ad effetto e non funziona o quando un pugile decide di sferrare un gancio piuttosto che un montante sbagliando o ancora quando un motociclista decide di effettuare un sorpasso nel momento sbagliato. Questi sono esempi di colpi mancati che possono essere evitati con un corretto allenamento mentale.

 

Strategia. Anche la strategia che si sceglie di adottare in campo, sul ring o sul circuito o in pista o nella vasca è un processo mentale. Ancora una volta, un giocatore non può sempre eseguire il tiro di una particolare strategia scelta, ma può far scoprire l’avversario, scegliere come giocare contro un particolare avversario, stabilire il suo piano di gioco.

 

Momenti decisivi. Ci sono alcuni punti in una partita che permettono di capire se un giocatore sta andando incontro a una vittoria o una sconfitta. Bisogna scegliere cosa fare in quei momenti. A volte stai per vincere una gara o una partita e non prendi una decisione importante in un momento chiave della partita e finisci con il perdere quella partita o gara. Un giocatore può scegliere il tipo di colpo/tiro da effettuare quando serve, quando realmente conta in una gara/partita? La decisione che prendi in quei momenti può instradarti verso una vittoria o una sconfitta. Resisti alla tentazione di procrastinare o di rinviare il prendere una decisione in questi mo0menti chiave di una partita o gara. I campioni prendono sempre delle decisioni nei momenti chiave di una partita o gara e se ne assumono le responsabilità.

 

Focus, focus,focus. Quante volte lo hai detto ai tuoi giocatori? Alcuni giocatori hanno delle difficoltà a mantenere la concentrazione per tutta la gara/partita. Puoi suggerire ai tuoi giocatori di concentrarsi soltanto quando la palla è in gioco, così non si sentiranno sopraffatti dal doversi concentrare per l’intera partita/gara. L'esempio che segue è spinge gli atleti a prendere in considerazione un procedimento diverso per concentrarsi, che sembra più facile. Se, ad esempio, prendiamo una partita di tennis,  possiamo notare che il tempo effettivo di gioco è di 20-25 minuti al massimo. Il resto del tempo viene occupato dal raccogliere le palline e bere acqua. La maggior parte dei tennisti può concentrarsi per 20-25 minuti. Una partita di calcio dura effettivamente circa 55 minuti, quindi ogni minuto e 20 secondi vi è in media un minuto di pausa effettuando corsa lenta o camminando in cui si può staccare la concentrazione per poi riprenderla. È più semplice essere concentrati per 55 minuti effettivi di gioco o per 90’?

 

Essere un buon partner: per te stesso, per il tuo allenatore, per la tua squadra. Essere un buon partner nei confronti di voi stessi significa prestare attenzione al tuo dialogo interno, e incoraggiarti. Essere un buon partner nei confronti del tuo allenatore significa aiutarlo a tirare fuori il meglio da te. Essere un buon partner nei confronti della tua squadra significa non criticarli quando sbagliano, ma piuttosto incoraggiarli. Allena la tua mente ad essere per te un buon partner.

Autore: Salvatore Coddetta - Sport Coach

 

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Commenti: 1

  • #1

    g.b (sabato, 16 febbraio 2013 23:32)

    bella spiegazione, complimenti

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